Confronto commissioni trading online


i costi del trading: mappa di tutti i costi

I costi dei broker

Le commissioni nel trading online sono solo uno dei costi che si devono sostenere (e che la banca o il broker incassano).
Non sono però l’unica voce di costo che il trader deve sostenere.

Esistono infatti altre voci che spesso si vanno ad includere nelle commissioni che in realtà hanno un origine diversa e talvolta incidono ancor più delle commissioni stesse. Ecco perchè è più corretto parlare di costi del trading online.

I costi del trading online

Vediamo nella seguente tabella quali sono i più diffusi costi che il trader deve sostenere nell’esercizio della sua professione:

Tipo di costo del tradingApplicazione
SpreadTransazione (sia nel Forex che negli altri mercati)
CommissioniTransazione (sia nel Forex che negli altri mercati)
SwapPosizioni aperte per più giorni (prevalentemente nel Forex)
Costo della piattaforma di trading onlineConto (dipende da banca o broker)
Commissioni su prelievi/versamenti o apertura/chiusura contiTrasferimenti da e verso il conto (dipende da banca o broker)
Capital GainsOperazioni in profitto (sia nel Forex che negli altri mercati)
BolliConti titoli (generalmente non si applicano ai conti Forex)
Tabella riepilogativa dei costi legati al trading

Esistono poi altri costi accessori (non direttamente legati a transazioni o conti) che comunque incidono sulla professione del trader dei quali non ci occuperemo però in questo articolo. Tra questi ultimi andranno considerati, ad es., l’attrezzatura per fare trading (pc, monitor, tablet, ecc.), i costi per la connessione, i costi energetici, il costo per eventuali flussi dati, il costo per il vps, ecc.

Torniamo a vedere più nel dettaglio le voci che impattano direttamente sull’operatività dei trader per poi poter effettuare un confronto tra i costi del trading online che ogni trader deve sostenere.

Evidenzieremo anche dei costi nascosti e degli escamotage che molti broker utilizzano per far risaltare la propria offerta rispetto a quella della concorrenza (e che spesso non vengono considerati dai traders inesperti o principianti).

Le commissioni nel trading

Le commissioni di intermediazione (o commissioni di negoziazione o di brokeraggio) sono uno dei costi più evidenti dell’attività di trading. In pratica sono il costo che la banca o il broker fa pagare al trader per l’esecuzione sul mercato delle sue operazioni finanziarie.

Sostanzialmente, nelle commissioni di negoziazione il broker addebita i costi per l’utilizzo dei suoi servizi come intermediario finanziario.

Le commissioni sono una prerogativa di tutte le operazioni di intermediazione.

Sono addebitate dalle banche (e dai broker) su tutte le transazioni finanziarie, ci saranno quindi commissioni nella negoziazione di azioni, obbligazioni, valute, strumenti derivati, ecc.

Abbiamo visto quindi che per consentire al trader di effettuare le operazioni di compravendita sul mercato di riferimento, il broker richiede un compenso. Questo può essere fisso o variabile.

Commissioni variabili

Nel caso di commissione di negoziazione variabile, il costo a carico del trader dipenderà dal valore della transazione, sarà cioè una percentuale del suo controvalore.

L’importo della commissione che si paga per fare trading varia da banca a banca e da broker a broker. Dipende inoltre dal mercato e dallo strumento finanziario trattato.

Le banche ed i broker spesso elencano le specifiche delle condizioni di trading (quindi anche le commissioni previste per ogni strumento finanziario trattato) nel proprio sito Web.

Talvolta sono previsti sconti o ribassi commissionali per volumi di transazioni elevati.

Le commissioni nel Forex

Nel forex le commissioni sono spesso variabili, dipendono cioè dalla quantità negoziata. I broker forex infatti normalmente addebitano una commissione per lotto tradato.

I conti forex che addebitano commissioni sono in genere conti ECN o STP ovvero propongono delle quotazioni molto favorevoli al trader ed in cambio di questo servizio vantaggioso il broker addebita una commissione.

Vedremo nel prossimo paragrafo come quotazioni favorevoli nel Forex corrispondano a spread ridotti.

Lo Spread nel trading

Lo spread nel trading è la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita di un determinato strumento finanziario in un certo istante. In termini più tecnici è la differenza tra il bid e l’ask (ovvero tra il prezzo denaro ed il prezzo lettera).

Contrariamente a quanto si crede, lo spread non è però un’esclusiva dei cross valutari scambiati sul Forex nè dei Cfd. Anche nel mercato azionario, obbligazionario o in quello dei derivati infatti c’è spesso differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. In questi mercati però questa differenza non viene vista come un costo della transazione nonostante, a tutti gli effetti, lo sia.

Questo capita perchè, in questi ultimi mercati, lo spread tende ad essere uguale per tutti gli operatori che vi operano (trader, broker e banche) ed anche perchè le banche (o i broker) non aggiungono un proprio ricarico su quello spread.

Il loro compenso deriva esclusivamente dalle commissioni che incassano per ogni operazione.

Lo spread nel forex: strumento di mark up commissionale

Lo spread è probabilmente la voce commissionale più conosciuta dai traders sul forex e sui cfd.

Si calcola sempre come differenza tra prezzo di acquisto (bid) e prezzo di vendita (ask) di un determinato cross valutario (ad es. eurusd) o cfd. Nel forex però spesso i broker offrono ai propri clienti trader uno spread con un ricarico commissionale. In pratica aggiungono allo spread fornito loro dal fornitore di liquidità un mark up (compenso).

In quest’ultimo caso, questo compenso aggiunto allo spread originale viene considerato la commissione di brokeraggio e spesso non ci sono altri costi aggiuntivi da pagare per i trader.

Spread in tempo reale

Nella tabella che segue potete verificare lo spread in tempo reale della maggior parte dei broker che utilizzano la metatrader:

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L’evoluzione del trading

Internet e le nuove tecnologie hanno rivoluzionato il settore del trading.

L’aumento della concorrenza tra broker ha reso i servizi di trading, in media, più efficienti e meno costosi.

Le differenze tra i broker in termini di costi possono anche essere elevate, alcuni hanno commissioni molto più alte di altri ma non bisogna farsi confondere dalle offerte che ci propongono.

Nei prossimi paragrafi vedremo come identificare le offerte migliori.

confronto commissioni trading

Convengono davvero i broker senza commissioni?

La risposta corretta a questa domanda è: “non necessariamente, spesso no, bisogna sempre valutare bene tutti i costi anche quelli nascosti nello spread”.

Nel Forex infatti ci sono broker (o tipologie di conti) che non prevedono commissioni se non quelle inserite nello spread. In quest’ultimo caso i broker effettuano un ricarico (o markup) sullo spread che ricevono dal circuito interbancario o dal loro fornitore di liquidità.

In pratica aggiungono una loro commissione inserendola nello spread (aumentando cioè il prezzo di acquisto e diminuendo il prezzo di vendita che il trader troverà nella sua piattaforma di trading).

E’ quindi sempre bene valutare bene tutti i costi e diffidare di coloro che fanno credere che non avere commissioni renda quel broker più conveniente di altri che le hanno.

Oltretutto ci sono broker che nella loro offerta prevedono diversi tipi di conti, alcuni con ed altri senza commissioni. Questo ci fa capire come la presenza o meno di commissioni non garantisca la bontà di un broker.

Tipologie di conti Forex

Vediamo allora quali sono le due tipologie principali di conti Forex che i broker offrono:

  • conti con spread molto bassi (generalmente viene offerto lo stesso spread che i broker ricevono dal proprio fornitore di liquidità) e commissioni per ogni transazione;
  • conti con spread più ampi (dove le commissioni del broker sono il ricarico che viene applicato rispetto allo spread del fornitore di liquidità) e commissioni assenti o molto basse.

Ad esempio ci sono conti che i broker offrono con spread a partire da 0 pips sul cross valutario eur/usd ma con commissioni di 7$ per lotto tradato (ricordiamo che un lotto equivale per l’eur/usd a 100.000$), altri che non hanno commissioni ma il trader dovrà pagare uno spread medio di 1 pip (il pip, sempre nel caso del contratto eur/usd, è la 4a cifra decimale del prezzo).

Cerchiamo di capire quali sono le condizioni più convenienti.

Conti forex più convenienti

Ora conosciamo i 2 parametri principali con i quali guadagnano i brokers. Vediamo come possiamo valutare la convenienza di un broker. Badate bene che non si parla di affidabilità o sicurezza ma solo di uno dei parametri rilevanti nella scelta del broker.

Abbiamo visto che due sono le voci commissionali più rilevanti nel trading:

  • mark up (o ricarico) sullo spread
  • commissioni variabili

Risulta quindi evidente come per valutare la bontà o meno di un conto forex andranno sommati questi due costi per comprendere quale sia il il broker o il conto più conveniente. Il conto che offrira la somma di queste voci inferiore sarà quello più conveniente.

Chiaramente dovremo considerare lo strumento sul quale andremo a fare trading principalmente. Se, ad esempio, faremo trading sul contratto eur/usd dovremo considerare il suo spread medio e le commissioni per lotto per comprendere quali saranno i nostri costi principali.

Ma come possiamo sommare due valori differenti?

Molto semplicemente scriveremo lo spread medio (in decimi di pip, ovvero partendo dalla 5a cifra decimale), gli sommeremo le commissioni per lotto e quella risultate sarà la commissione media che dovremo sostenere per ogni lotto tradato.

Contratto eur/usdConto Broker 1Conto Broker 2
Spread medio (in decimi di pip)3 (0.3 pips)15 (1.5 pips)
Commissione (per lotto tradato)7$Nessuna
Totale costi (per lotto tradato)10$15$
Riepilogo costi commissionali per un lotto tradato

Dalla tabella precedente risulta chiaro come il Broker 2 (15$) richieda un costo commissionale complessivo superiore del 50% rispetto al Broker 1 (10$)

Abbiamo ora chiaro come non farci fregare dai broker e capire i veri costi commissionali di ciascun conto broker. Ma mark up sullo spread e commissioni non sono gli unici costi che il trader deve affrontare quando apre delle operazioni sugli strumenti finanziari.

Tassi di swap (o tasso di cambio)

I tassi di swap o tassi di cambio, a volte chiamati anche tassi di rollover, si applicano alle posizioni mantenute per più giorni. Riguardano principalmente i cambi valutari ed i cfd. Si verificano a causa delle differenze del tasso di interesse della valuta di base rispetto a quello della valuta di quotazione.

Generalmente non sono tassi simmetrici (anche perchè la maggioranza dei broker aggiunge anche in questo caso dei costi commissionali).

Tasso di swap (commissione asimmetrica)

Il fatto che sia una commissione asimmetrica vuol dire che c’è una tariffa differente per le posizioni che si portano overnight lunghe o corte (cioè al rialzo o al ribasso). Quindi troverete uno swap per posizioni lunghe (long) e uno swap diverso per posizioni corte (short). I tassi di swap verranno accreditati o addebitati sul saldo del conto. Non aspettatevi di trovare troppi swap positivi però, quasi nessun broker accredita tassi di swap positivi ai trader.

Spesso i broker elencano nei propri siti come viene calcolata questa tariffa ed in genere tutte le altre commissioni.

Come verificare i tassi swap sulla Metatrader

I trader Forex possono verificare lo swap preciso nella loro piattaforma di trading MT4 seguendo questi passaggi:

  • Aprire la finestra “Market Watch”, cliccare sul tasto destro del mouse sul simbolo desiderato e successivamente selezionare “Simboli”.

    Per chi come me ha la Metatrader in inglese, Simboli diventa chiaramente Symbols

  • Selezionare la valuta desiderata e quindi cliccare su “Proprietà” situato sul lato destro.

    Serve scrivere che properties = proprietà? 😉

  • Scorri verso il basso fino a visualizzare “Swap per posizioni lunghe” e “Swap per posizioni corte”

    Swap long (Swap per posizioni lunghe) = tasso swap per posizioni rialziste

    Swap short (Swap per posizioni corte) = tasso swap per posizioni ribassiste

In questo caso, su eur/usd c’è uno spread leggermente positivo per le posizioni short e molto negativo per le posizioni long.

Swap in tempo Reale

Per monitorare lo spread in tempo reale della maggior parte dei broker che usano la metatrader sui principali cross valutari potete controllare la seguente tabella:

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Swap del weekend

Altra cosa che si può notare è il giorno nel quale il broker addebita lo swap del weekend. In quel giorno vengono addebitati 3 giorni di swap (3-days swap).

Il broker addebita lo swap del weekend il Mercoledì (Wednesday).

Costo della piattaforma di trading

Un altro dei costi che il trader può sostenere è quello per la piattaforma di trading.

Cos’è una piattaforma di trading?

La piattaforma di trading è quel software che permette a noi trader di gestire il conto aperto con l’intermediario (broker) che abbiamo scelto per fare compravendita di strumenti finanziari. In altre parole le piattaforme sono il software che ci consente di fare trading.

Esistono molte piattaforme che consentono di fare trading, molte sono proprietarie altre diffuse. vedo spesso siti riferirsi a piattaforme di trading parlando di broker. Non so se è ignoranza o solo un modo di cercare di ottenere click affiliati ma di certo non stanno offrendo un servizio ai loro visitatori

Piattaforme Proprietarie

Molti broker adottano piattaforme proprietarie cioè sviluppate in proprio esclusivamente per la loro società. Spesso sono piattaforme web. Il problema con questo tipo di piattaforme è che non sono sempre affidabilissime e, soprattutto, che non possono mai essere utilizzate con altri broker.

Questo ci rende dipendenti da quell’intermediario e non saremo mai indipendenti perchè vincolati alla piattaforma del broker.

Esistono poi piattaforme non proprietarie che vengono usate da molti broker e che in generale sono migliori, più complete o affidabili delle piattaforme proprietarie.

Piattaforme di trading professionali

Le piattaforme di trading professionali sono piattaforme che si interfacciano e vengono proposte da diversi broker di trading online. Ognuna ha caratteristiche e particolarità uniche. Proprio queste unicità rendono le piattaforme di trading professionali ideali per le diverse tipologie di trader.

Metatrader 4

La Metatrader 4 è la piattaforma di trading più diffusa al mondo, è molto semplice e leggera, estremamente stabile e spartana. La sua interfaccia grafica è molto retrò e poco curata, è personalizzabile in tutti i modi ha la sua principale peculiarità nell’essere pensata per fare trading e soprattutto trading automatico. Utilizza infatti un linguaggio proprietario piuttosto semplice pensato per la realizzazione di indicatori e sistemi automatici.

Metatrader 5

La Metatrder 5 è la sorella maggiore della Metatrader 4, con più funzionalità e la disponibilità di più opzioni ma che pur essendo ormai molto matura non riesce a sostituire la sorellina più anziana nelle preferenze degli utenti.
Una delle opzioni che manca nella metatrader 4 è la possibilità di vedere più periodi (o timeframe) rispetto ai 9 previsti. Nella Mt5 questo è possibile.

Pro Real Time

cTrader

TradeView

Tradestation

Multicharts

Delle piattaforme di trading professionali parliamo in dettaglio in altro articolo.

tradingdinamico

Mi occupo di trading dal 1999 ed ho la passione per la finanza dal 1983. Nel 2009 vinco la Top Trader Cup (un campionato europeo per traders, con soldi reali, che durava 3 mesi). Qualche anno dopo inizio a trasformarmi da trader discrezionale (su futures e opzioni) in programmatore di sistemi di trading automatico. Attualmente sviluppo, testo ed utilizzo sistemi che fanno trading automatico sul Forex e sui CFD.

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